Piano per aiutare l’Africa

Piano per aiutare l’Africa

Per i paesi più poveri, il governo dovrebbe concedere diecimila permessi, per motivi di studio, (vitto e alloggio compreso) di qui: Un terzo per le scuole triennali dei mestieri o professionali: Falegnami, fabbri, calzolai, saldatori, tornitori, fresatori, meccanici, idraulici, tubisti, elettricisti, elettrauto, autisti. Un terzo per portali fino al diploma: Geometri, ragionieri, periti agrari, periti elettrotecnici, periti meccanici, periti chimici. L’altro terzo ospitarli fino alla laurea: Medici nelle varie discipline, infermieri con la triennale, ingegneri nelle varie discipline, agronomi, geologi.
Per ognuno di loro raggiunto l’obiettivo, rimandati ai loro rispettivi paesi di provenienza, con una minima dotazione per poter svolgere la loro professione .
Medici e infermieri: Gli strumenti che servono a un medico di base, oculisti il minimo di strumenti (anche se non di ultima generazione) per svolgere la professione; un’altra soluzione sarebbe usare piccoli container coibentati e attrezzati ad arte e portati con navi, aerei, militari alle loro destinazioni. Questo discorso vale per tutti le professioni.
Ogni anno costruire un’opera infrastrutturale: Tipo, strade, ferrovie, acquedotti, ospedali, ecc. non inferiore a 100 milioni di euro.
Questo programma moltiplicato per 28 paesi che fanno parte dell’Europa, darebbe all’Africa la possibilità di iniziare un cammino virtuoso, verso un benessere generalizzato e duraturo. Oggi la migrazione che sostiene l’Italia e L’Europa, non è altro che una tratta di schiavi, per alimentare la prostituzione e la manodopera per criminalità e per gli spacciatori delle svariate droghe. Il peggio è l’arricchimento di organizzazioni umanitarie, “targate” internazionale, che di umanitario non hanno un bel niente; Vivono ai margini della legalità, ammantati di benefattori dell’umanità, ma l’unica beneficenza la fanno alle loro tasche.

Pedru Monterasu

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